Tipi di impianti dentali da conoscere per dentisti e odontotecnici

I tipi di impianti dentali presenti sul mercato sono davvero molteplici, e possono essere distinti per forma e dimensione, numero di interventi necessari, periodo e tecnica di inserimento e molto altro. Questa grande varietà è dovuta alla necessità di personalizzazione per risolvere le singole esigenze dei pazienti.

I principali tipi di impianti dentali

Per la sostituzione dei denti mancanti, la soluzione più frequente adottata dagli specialisti è l’inserimento di un impianto dentale. Esso ha lo scopo di sostituire le radici dei denti estratti o persi, creando la base sopra cui viene installata la protesi. Prima di procedere alla distinzione tra i vari tipi di impianti dentali, è importante sottolineare che per impianto dentale si intende la fixture in titanio che viene inserita nell’osso, anche se in alcuni casi la vite forma un tutt’uno con l’abutment, componente che funge da connettore tra la vite e la protesi. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le due componenti sono separate.

Le continue innovazioni tecnologiche e la forte necessità di personalizzazione degli impianti fanno sì che sul mercato esistano diversi tipi di impianti dentali, pensati per rispondere alle diverse esigenze. Ma quanti tipi di impianti dentali ci sono? Compilare un elenco esaustivo risulta un’impresa complicata, in quanto la classificazione può essere effettuata in base a vari fattori:

  • morfologia dell’impianto: le fixture sono realizzate in diverse forme, dimensioni e spessori in base ai fattori anatomici. Ad esempio, in presenza di ossa piccole o poco resistenti vengono utilizzati gli impianti dentali corti o short implants;
  • periodo di inserimento: l’impianto può essere inserito chirurgicamente anche dopo la perdita o l’estrazione del dente. Ad esempio, l’impianto post estrattivo viene inserito subito dopo la frattura o la compromissione del dente, sfruttando la cavità lasciata dal dente appena estratto come guida per l’impianto;
  • numero di interventi necessari: questa variabile differenzia gli impianti a carico immediato da quelli a due tempi. Nel primo caso, se il paziente dispone di ossa di ottima qualità (dimensioni, spessore e porosità ideali) è possibile inserire l’impianto e, subito dopo, fissarci sopra la protesi. Al contrario, l’impianto in due tempi viene inserito tramite intervento chirurgico e, dopo un periodo di tempo che va dai 3 ai 6 mesi, viene fissata la protesi con un secondo intervento;
  • numero di denti da sostituire: l’impianto singolo sostituisce un singolo dente, mentre in mancanza di numerosi denti vengono inseriti i cosiddetti impianti multipli.

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